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Dire la verità può farti stare meglio: ecco perché

Abbiamo un po’ tutti paura di dire la verità, di esprimere quello che realmente pensiamo perché temiamo le conseguenze: di mettere gli altri a disagio, di allontanare qualcuno che amiamo o di ferirlo; insomma il più delle volte esprimere quello che sentiamo ci può apparire scomodo. Inoltre mentire può nascondere una scarsa autostima, il timore che le proprie capacità non bastino per ottenere qualcosa o farsi accettare in un particolare contesto ma anche la paura di essere feriti.  

Io credo, invece, che dire la verità ci renda liberi, consente a noi di essere quello che realmente siamo e agli altri di conoscerci veramente. La sincerità è strettamente legata alla coerenza; quando un individuo agisce rispecchiando quello che afferma e mantenendo fede alle sue parole è un individuo su cui si può contare e di cui avere fiducia. Qualsiasi rapporto che non tenga presente tale aspetto non può durare a lungo perché laddove non vi è franchezza nasce il dubbio che si trasforma in sfiducia per poi manifestarsi in rabbia e rancore.

Quando siamo spontanei per prima cosa siamo rispettosi di noi stessi e del nostro modo di essere, non abbiamo paura di come appariamo e del giudizio degli altri, allo stesso tempo siamo rispettosi nei confronti del prossimo, evitiamo di prendere in giro chi entra a far parte della nostra vita o chiunque incontriamo.

Dire la verità sicuramente a volte fa male ma è necessario; le bugie hanno le gambe corte e tutti i nodi vengono sempre al pettine per cui prima ci liberiamo di questa incoerenza e prima vivremo in coerenza con il mondo. Troppo spesso sento proclami che non vengono mantenuti, promesse che non vengono rispettate, richieste di aiuto che non sono altro che tentativi di abuso del tempo e delle energie altrui. Eppure basta mantenersi umili nelle parole, basta mantenere un profilo più basso per evitare incomprensioni e rancori inutili. 

Nella Bibbia c’è scritto: “(…) La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno le tenebre! (…)”.  

Ho sempre pensato che questo passo si riferisca alla necessità di essere sinceri per evitare che l’oscurità divampi nel nostro corpo. Infatti con gli occhi noi osserviamo il mondo da intendersi come modo di relazionarsi; se questo è limpido, quindi sincero, anche il nostro corpo lo sarà, di conseguenza pure le nostre azioni e i nostri comportamenti. 

Dire quello che pensiamo può sicuramente non apparire comodo in un primo momento ma è una qualità rara che può donarci solo benefici nel lungo periodo. Chi non vorrebbe al proprio fianco una persona sincera, chi non vorrebbe un collaboratore, un datore di lavoro sincero, chi non vorrebbe un figlio o una figlia sinceri, chi non vorrebbe trovare consulenti, avvocati qualsiasi figura professionale sincera; credo nessuno e proprio per questo è così importante.



Se nella nostra vita i rapporti ci appaiono sterili, se chi sta con noi dopo un po’ ci lascia, se ci troviamo male con molte delle persone che incontriamo facciamoci una semplice domanda: siamo sinceri o falsi? Rispondere a questa domanda e prendere coscienza di quello che ci capita può fare un’enorme differenza per noi e fare in modo che le tenebre lascino il posto alla luce che è in ognuno di noi e di cui il mondo ha bisogno.

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